@amelia_dafne

di mare e di pensieri

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@amelia_dafne·26 avril 2026 à 13:38· modifié

A mari usque ad mare

E se
il mare fosse solo una scusa
come un Dio che non ci ascolta
l’eco dei pensieri che ritorna sulla riva 
come domande irrisolte che ci sbattono contro

Se al posto del silenzio preferiamo un canto
una musica insistente che non tace mai
che non dice niente

il vento l'onda
la mia preghiera

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@amelia_dafne·25 juillet 2026 à 05:04

Giugno Van Gogh

Scivolavo su di me, di Maggio
Mentre mi svegliavo con troppa energia
Troppa per mangiare, troppa per dormire
Perché nello stomaco non ci stava più niente
Ci stava già il mio enorme cuore che mi pugnalava dentro
Per lanciarmi e farmi volare via
come la donna cannone, con le mani, amore

L'energia era così impaziente che un giorno si è sciolta in un pianto
Che non finiva mai, che non aveva confini
Che sembrava un pesante fiume senza argini
E senza mare in cui sfociare
Pieno, liquido, blu
Ma ora che l'ho raggiunto
Prego che l'onda mi abbracci
Ché anche se mi sono plasmata nuova
se mi penso piango ancora
E assaggiando le mie lacrime salate
mi sono trovata sugli scogli blu a respirarmi

Chiedo forte aiuto a questo mare immaginario
perché ho esaurito tutta l'attesa
Perché se la bellezza è effimera
ho paura che me la soffino via
Ma se mi sfiori ancora con quella poesia segreta
Se quella poesia non ha pazienza
Se io non ho pazienza
Se non sono già più importante,
Io crollo
Blu
e annego nel mio stesso mare
E per quella stessa corrente che mi ha salvata
Io affogo
Bella e inutile
Nelle onde che sono lacrime piene
Di me e di questo mondo che vorrei vivere
Ma che mi lascia sempre
Sola
Perché mi sopravvaluta,
Per il mio aspetto
Per la mia anima

Ma che cos'è, chiedo, quest'anima che mi rende grande
E mi schiaccia ogni volta?

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@amelia_dafne·25 juillet 2026 à 05:00

Portami

Voglio respirare l'odore del sale
Ho nascosto il mare sotto la pelle
Lo sento nelle vene

Sul cuscino c'è un sogno rappreso
Come il sangue sul mio mento
Cambiamo la benda e fammi riprovare
Se serve davvero una tempesta per liberare
Le alghe pesanti, la spiaggia nera
Magari basta un risveglio assolato,
Nuove onde, riflessi sottili
La spiaggia fredda di un febbraio profumato

Portami al molo, se stringo la conchiglia
Ascolto il mare, che è dentro l'orecchio,
Sono in camera mia
Portami al porto, ma portami adesso
Non capirò la corrente, ma tanto non serve
Non posso pensare

Sposto le lenzuola, forse sarà una cicatrice
M'inventerò un'avventura migliore
Purché non sia questa specie di storia
Che è senza orizzonte, che non ha riva
Che è solo onde e un blu profondo.

Portami a vedere il mare,
Che sia giorno, che sia notte,
Basta che sia io.

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@amelia_dafne·25 juillet 2026 à 04:58

A Zefiro

Non so
Se il suono che sento viene da fuori o nasce dentro
Se gli uccelli cantano perché è finita la notte o la tempesta
Se mai si esaurirà la pioggia e se l'estate resterà un'idea
Àncora lontana
Se faremo la fine delle rondini
Illusi da un maggio debole
E da una fiducia sbagliata
Espero bugiardo

Non so
Perché questa mattina bianca è così lenta ad iniziare
Come questo caldo incerto
Vorrei
Saper combinare i venti, leggerne la rosa
E che questa domenica fosse bianca non perché stanca
Ma come un lenzuolo pulito
Una pagina da iniziare
La vela di una barca che sta per salpare.

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@amelia_dafne·25 juillet 2026 à 04:56

Oltre-phoné

Pensavo che le frasi fossero incastrate nella gola
Invece non ci sono mai state abbastanza parole.
Mi hanno regalato un pezzo di oceano per consolazione
Ma il mare è diventato una religiosa illusione
Un'idea muta da lodare e da temere
E allora che io sia benedetta, io vado da sola
Galleggiando sulla schiena senza direzioni,
L'acqua nelle orecchie e il rumore sordo del silenzio
Il fischio freddo dai fondali.
Sento che vado, sento che non sento
E voglio pregare così, tra i riflessi bianchi del sole,
e scivolare silenziosa sulle onde scure.

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@amelia_dafne·25 juillet 2026 à 04:55· modifié

Cantico dopo Nettuno

È una preghiera assidua
Che corrode le labbra
Grani consumati tra le dita
Una fede che si scopre malata
La litania delle onde
Imprigionate negli occhi
Protette da ogni luna

Mi chiedo se sbaglio
Se questa mania ha un senso
Se è così facile creare un Dio Plasmarsi una religione
Forse il mondo è troppo lontano
E l'umanità indefinita
Soffocata in un buco immenso

E allora navigo, o affogo
E snocciolo il rosario
Per ogni respiro
Il vento al molo
La schiuma agli scogli

Ode a Dio,
Su qualunque corrente sia.

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@amelia_dafne·1 mai 2026 à 07:09· modifié

Ultimo quarto

buongiorno al sole che scende
che non tramonta sui passi neri di un vecchio porto
ma che albeggia su un molo fresco di gabbiani che aspettano

non perdo quello che ho perso
se abito questo presente
ma si dissolve il passato recente
che era fatica di specchi appannati
vestiti rosa per imbrogliarmi contenta
vestiti neri veloci per rassicurarmi me stessa

se il mio silenzio mi era assassino
la mia voce mi rinasce
come l’aria salina di un luogo che non è più posto
ma che è memoria
come un dio che ti immagini
mentre preghi che qualcuno ci sbirci da oltre l’orizzonte

volevo solo vivere in quello che ci rimane
per l’allegria innocente di un mondo che esiste giorno per giorno
ed esserci per quello che sono
e scoprirmi in cose nuove e in gesti normali
in occhi che si guardano negli occhi
e trovano il proprio mare

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